Formazione

Poiché in tanti articoli lo stesso concetto è trattato secondo ciò che si vuole dimostrare, è il caso di operare una sintesi e fare un po’ di ordine. Si parla dell’istruttore, che deve formare uno sportivo completo, ma discorso interessa anche l’allenatore, che si deve abituare a gestirlo. 

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L’istruttore e l’allenatore che cerchiamo (Primo)

Il metodo

L’istruttore trasmette ciò che è comune e non ha bisogno di essere interpretato e i propri caratteri di adulto che, specie nei primi anni di sport, hanno un valore educativo.

Crea un’atmosfera di gioco, intesa e libertà espressiva perché tutti imparino insieme e si abituino ad assumere iniziative anche da soli.

Pretende soltanto ciò che l’allievo può dare, perché chiedere di più sottolinea l’incapacità, scoraggia e procura insicurezza.

Specie nel talento, favorisce la creatività, e l’iniziativa libera che altrimenti si possono trasformare in disinteresse verso le regole e gli obblighi, insofferenza, insicurezza o adattamento passivo.

Cura qualità e facoltà come la leadership, l'iniziativa, la responsabilità, la possibilità di conoscersi, la capacità di utilizzarsi, imparare e correggersi, il coraggio e la sicurezza.

Asseconda la creatività che, se trascurata, nel talento si trasformerebbe in insofferenza, disinteresse verso le regole e gli obblighi, stravaganza o, addirittura, insicurezza

Esprime valutazioni veritiere. Non sopravvaluta, perché puntare all’impossibile non lascia realizzare ciò che sarebbe possibile. Né sottovaluta, perché l’assenza di autostima porta a non tentare il nuovo, all’attesa di ordini, alla sola imitazione, al blocco del talento, all’insicurezza e alla mancanza di coraggio.

Abitua a pensare, creare, provare e correggersi, e a districarsi di fronte al dubbio, alla curiosità, all'iniziativa libera e al rischio dell'errore.

Riconosce, valorizza e sviluppa le qualità di ogni allievo, perché ognuno è deverso;  porre richieste uguali a tutti, quindi, soffoca il talento, la creatività, l’originalità e l’ingegno che sono tratti del tutto individuali.

 

L’iniziativa libera

Autorizza ognuno di provare il nuovo man mano che acquisisce conoscenze e responsabilità e se sente di poterlo fare, e lo apprezza se riesce o anche solo per il coraggio di averci provato.

Concede tutta la libertà che ognuno sa gestire, ma pretende che sia sempre responsabile e si assuma sempre le conseguenze degli errori.

Lo lascia libero di produrre quando la creatività procede sul versante utile e lo frena se sbaglia, cerca di capire il perché dell’errore e lascia che si corregga da solo.

Gli permette di fare ciò che sa fare solo lui, e lo porta ad armonizzare le proprie qualità con gli altri.

Gli offre dati e informazioni, e glieli lascia interpretare, criticare o anche cambiare se ne trova di migliori,

 

L’insegnamento

Non allena solo l’apprendimento, ma anche i livelli più elevati dell'intelligenza, cioè la critica, che è capire e valutare, e l'invenzione, che sono i i livelli più alto dell'ingegno.

Gli offre dati e informazioni, e glieli lascia interpretare, criticare o anche cambiare se ne trova di migliori, e in questo modo gli consente di arrivare al proprio talento

Rispetta i tempi dello sviluppo. C’è il tempo in cui si impara dal gioco libero e quello in cui si impegna a raggiungere al meglio gli obiettivi. Ci sono quelli in cui si impara di più e si è pronti per fare delle cose, ma non ancora per farne altre. E quelli in cui si è imparato ad andare oltre da soli

Lo aiuta a scoprire e usare le qualità del suo talento, perché quelle che non riescono ad esprimersi in modo costruttivo possono diventare negative e renderlo non adatto allo sport

Insegna a imparare. Non offre soluzioni solo da assimilare, ma chiarisce gli obiettivi e fornisce le indicazioni perché possano procedere da soli. Interviene soltanto quando trovano un ostacolo che non possono ancora superare, e anche in questo caso non dando soluzioni già pronte, ma soltanto spunti perché lo facciano da soli. In questo modo, gli allievi si abituano a percorrere il tragitto verso la conoscenza, che sarà stabilmente acquisita.

 

Vincenzo Prunelli

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