Educazione

è sempre più chiaro che, per stare bene e sperimentare benessere, occorre sviluppare autoconsapevolezza, cioè la propria personale consapevolezza di come ci si sente, come si sta, cosa si vuole, dove si vuole andare, e anche consapevolezza delle proprie possibilità, capacità, risorse e propri limiti.

Di fondamentale importanza è la fiducia in sé che si costruisce fin da piccoli nelle mura domestiche o comunque nella propria famiglia di appartenenza con la presenza dei famigliari, a iniziare da genitori, nonni, zii, fratelli, cugini e altre persone di riferimento della propria famiglia più o meno allargata.

È sempre più importante affrontare, superare, gestire i cambiamenti che, a volte, sono stabilizzanti. Quest’attitudine e capacità, che possiamo chiamare anche resilienza, si sviluppano dalla più tenera età. Da quando impariamo a camminare ci capita di cadere e rialzarci sempre, sperimentando fallimenti e riuscita. Dopo tanti tentativi riusciamo a restare in piedi inizialmente e poi a correre o fare sport, sperimentando sempre più fiducia in noi stessi.

E’ importante che lo sviluppo della consapevolezza, della fiducia in sé e della resilienza sia affiancato da figure di educatori, i cosiddetti care giver, che si prendono cura dei bambini e dei ragazzi fino a che non diventino autonomi. In genere il bambino inizia ad acquisire la propria autonomia dopo aver attraversato il periodo fisiologico dell’adolescenza, durante il quale, a volte, si diventa ribelli per staccarsi dai genitori e dal proprio nucleo familiare, per poi ritornare più maturi, consapevoli e responsabili.

I contesti fondamentali per l’educazione alla fiducia in se stessi e alla resilienza sono essenzialmente rappresentati dalla famiglia, dalla scuola e dallo sport.

Inizialmente la famiglia, poi la scuola e lo sport, diventano punti di riferimento per i ragazzi che, in ambienti sicuri e protetti, possono sperimentare la presenza dell’adulto, che si trova lì in quel momento per trasmettere conoscenze, e sempre pronto a intervenire all’occorrenza.

I genitori e gli educatori dovrebbero trovare un sano equilibrio tra presenza e assenza, tra preoccupazione e apprensione, tra il focalizzarsi troppo sui ragazzi e non su se stessi, tra il focalizzarsi solo sul negativo e per niente sul positivo.

La figura dello psicologo o del terapeuta può intervenire a sostegno della ricerca di questo equilibrio. Il terapeuta può, infatti, affiancare sia i ragazzi sia i genitori nel focalizzare l’importanza di ciò che sperimentano, delle risorse del singolo e del gruppo famiglia, scuola, sport, lavoro.

Fondamentale è che la presenza del terapeuta sia non giudicante ma empatica e disponibile a instaurare un rapporto di fiducia adatto per riflettere, confrontarsi, elaborare situazioni precedentemente vissute, vivere il momento presente e individuare obiettivi futuri. In questo modo, il terapeuta può comprendere lo stato dell’individuo, del gruppo e della famiglia per meglio indirizzare sensazioni ed emozioni, saperle riconoscere e gestirle.

Ecco perché a volte famiglia, scuola e sport non sono sufficienti per garantire un’educazione accurata e approfondita. Affiancare a questi contesti la figura dello psicologo non può che essere una risorsa in più in grado di intervenire per prevenire, per un lavoro di psicoeducazione, di sostegno alla genitorialità, di definizione di obiettivi sfidanti ma non impossibili, per incrementare la fiducia in sé, sia del singolo che del gruppo, per aiutare a superare blocchi e muri mentali.

Ecco perché ho iniziato una collaborazione con la “TTS SCUOLA & SPORT”: per offrire una nuova opportunità a tutti gli studenti privatisti di TTS! Sono così tornato ad Aosta per dare seguito al lavoro avviato lo scorso 16 Aprile con gli studenti di TTS. Durante gli incontri, sono stati toccati i seguenti punti, che saranno approfonditi nelle giornate del sette e dell’otto giugno:

Per i ragazzi che devono affrontare test, verifiche, esami, gare è importante pianificare bene i propri obiettivi e prepararsi con impegno e motivazione, per presentarsi il giorno della prova più sicuri e meno ansiosi. È importante riuscire a individuare la direzione e a comprendere il percorso da fare per raggiungere l'obiettivo prefissato.

È importante arrivare al giorno della prova sicuri e preparati. Pertanto, oltre all'impegno profuso è opportuno acquisire sufficiente padronanza di se stessi, delle proprie sensazioni ed emozioni nonostante la giovane età.

A tal fine, è auspicabile l'acquisizione di strumenti, metodi e tecniche per gestire ansia e stress, per mantenere alta la motivazione e per essere fiduciosi in se stessi, nelle proprie capacità e possibilità.

Per gli adulti è importante non focalizzarsi troppo sulla vita dei figli rischiando di essere troppo apprensivi, giudicanti e pressanti; ma è importante anche focalizzarsi su se stessi, fidandosi un po' di più di loro e cercando di far sì che gradualmente diventino più autonomi e responsabili.

Inoltre, per gli adulti, è importante focalizzarsi non solo sulle difficoltà e i lati negativi dei propri ragazzi ma anche su ciò che riescono a fare di buono e di positivo.

Altri accorgimenti che potrebbero adottare gli adulti sono: presenza, disponibilità all'esserci, attenzione, condivisione attività, comunicazione meno conflittuale, ascolto e confronto.

Matteo SIMONE

http://www.psicologiadellosport.net/eventi.htm

 

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