Certi atleti più emotivi degli altri richiedono qualche cautela. Si dice che siano in particolare i talenti, ma forse è un modo di dire per giustificare certi eccessi di qualcuno di loro più conosciuto.

Un allenatore chiede se si può comportare allo stesso modo con chi è o non è pagato.

Chi è pagato e chi no.

Se quest’allenatore è convinto che sia più difficile pretendere da un dilettante, che richiederebbe spiegazioni e atteggiamenti diversi per quanto riguarda decisioni tecniche, comportamentali e disciplinari, il quesito è mal posto.

Cosa intendiamo per movimento, (funzioni, struttura, modalità di realizzazione, condizioni e sviluppo), è possibile giungere attraverso lo studio della “Teoria del movimento”.

Ognuno vuole fare sempre meglio, scoprire nuove capacità, valorizzarsi nei confronti degli altri ed essere approvato dalle figure che per lui sono importanti. In pratica, e in particolare chi è avvantaggiato dalla dotazione, è spinto dalle proprie motivazioni più che da qualsiasi stimolo esterno.

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