La protezione è dare ai giovani tutto pronto, non affidare compiti né chiedere impegno o, anche, liberarli da qualsiasi incombenza perché riescano meglio nella scuola oppure nello sport. Educare è essere pronti a rispondere ai dubbi, limitarsi a offrire opinioni e portarli a trovare da soli le soluzioni.

In una conduzione che impieghi le opinioni e i contributi di tutti, il leader è forse più utile nell’attività quotidiana che in gara, perché sollecita un clima di condivisione al quale tutti possono partecipare.

Di solito, si considera leader chi è più abile, l’idolo dei tifosi o chi ha una personalità più spiccata, ma è preferibile chi si mette al servizio della squadra e solleva il rendimento di tutti.

“Sfidai Shaq a lavorare duramente e a mettersi in forma in modo da poter dominare sotto i tabelloni, diventare uno stopper difensivo in mezzo all'area ed essere il leader della squadra. Shaq è una persona molto piacevole, ma in campo dava sempre l'impressione di non divertirsi. Gli dissi che mi aspettavo che tirasse fuori la sua vera personalità.”

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