la formazione

  • I bambini nascono sempre uguali, si diceva, e si credeva di poterli educare tutti allo stresso modo. È sempre stato così, e non si sentiva la necessità di vedere ognuno come soggetto unico da trattare in modo diverso.  Oggi, con i mutamenti culturali e la possibilità dei giovani di accedere a un’infinità d’informazioni e di esperienze, occorrono altri accorgimenti.

  • Definire il rapporto senza infiorarlo di aggettivi zuccherosi e buone intenzioni è difficile, e allora descriviamolo semplicemente come confidenza, libertà di esprimersi, naturalezza nel fare insieme e scambiarsi contributi e consapevolezza di essere capiti e accettati.

  • Poiché in tanti articoli lo stesso concetto è trattato secondo ciò che si vuole dimostrare, è il caso di operare una sintesi e fare un po’ di ordine. Si parla dell’istruttore, che deve formare uno sportivo completo, ma discorso interessa anche l’allenatore, che si deve abituare a gestirlo. 

  • Chiedere a un istruttore per passione tutto quanto si suggerisce in quest’articolo sembra troppo, ma seguire le linee principale è del tutto possibile. Se n’è già parlato, ma è il caso di fare una sintesi di obiettivi, interventi, attenzioni e modi di proporsi come guida. 

  • Prefazione del libro “Calcio: formazione dell’atleta. Dai primi calci al professionista”, 1994. Sergio Vatta e Giovanni Trapattoni sono stati i primi allenatori con i quali ho parlato, e dai quali sono riuscito a farmi capire, del metodo di formazione e conduzione dei campioni dello sport.

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