Sport

Queste sono osservazioni per giornate di pioggia, e non per pomeriggi in spiaggia o in montagna, ma sembrano utili per meditare. Lo sport non è soltanto un passatempo divertente e neppure un’alternativa alle “cose serie” come a volte si crede. Nei primi anni, ha effetti benefici sullo sviluppo fisico, più tardi sulla scuola, e nell’età avanzata, quando si può soltanto più parlare di attività fisica, diventa addirittura una vera e propria terapia per il mantenimento del benessere e l’allungamento dell’aspettativa di vita.

Gli effetti benefici dello sport

Non sempre lo sport utilizza al meglio le qualità fisiche, tecniche e psicologiche di chi lo pratica. È quando chiede più di quanto un giovane possa dare, trasforma l'attività in un lavoro noioso e solamente pesante, chiede furore e non lucidità e mortifica il talento imponendo esecuzioni e ripetizioni. E tratta tutti come materiale uniforme su cui lavorare e non per ciò che ognuno è e potrebbe diventare con lo sviluppo del proprio talento. In pratica, non coltiva l’autonomia e l’ingegno per pensare, creare, decidere e agire, che sono i fattori essenziali per formare lo sportivo completo.

Lo sport di cui si vuole parlare non consiglia di ridurre l’applicazione e l’impegno, ma di utilizzare altri percorsi per raggiungere il rendimento possibile. Innanzitutto, cerca il piacere e l’interesse, è libero da tensioni che frenano l’efficienza fisica, la lucidità e la prontezza mentale, determina un’attivazione favorevole che non supera il limite sopra il quale diventa tensione e freno. Chiede una partecipazione attiva e un lavoro mentale e non è soltanto apprendimento passivo ed esecuzione, perché la mente si sviluppa quando “lavora”, cioè impegna creatività, originalità, fantasia e iniziativa personale per superare ciò che già conosce. E deve garantire un confronto tra forze il più possibile omogenee, e quindi, possibilità di vincere e perdere, perché essere costretti a mostrare sempre la propria inferiorità e inadeguatezza ha effetti che dureranno nell’età adulta, mentre soltanto vincere facilmente non sviluppa il talento.

A differenza di quello fondato su sacrificio, fatica e noia, lo sport motivato dall'interesse e dal piacere produce effetti sorprendenti che interessano l’organismo e la persona. Per esempio, stimola i meccanismi neurochimici e neurobiologici che regolano il funzionamento della mente e produce i neurotrasmettitori che determinano un innalzamento del tono dell'umore, della sensazione di benessere, dell’iniziativa e dell'autostima, ed è facile intuire come queste condizioni influiscano positivamente sulla scuola. Forse non interessa il lettore e lo sportivo di oggi, ma lo sport praticato con piacere e divertimento per tutto il periodo possibile produce cellule nervose che si depositano e diventano la riserva che entra in gioco quando, nell’età avanzata, la perdita si farà più evidente.

Segnaliamo gli effetti della pratica sportiva come l’abbiamo descritta sullo sviluppo.  Poiché si opera allo stesso tempo sui fattori che regolano lo sviluppo del talento, dell’intelligenza e del carattere, lo sport ha effetto sulla consapevolezza di saper imparare e far fronte a situazioni non ancora sperimentate. E il miglioramento delle proprie capacità e prestazioni, il raggiungimento di nuovi obiettivi, la possibilità di provare, sperimentarsi, scoprire nuove opportunità per liberare il proprio talento e la verifica dell’efficacia delle proprie iniziative influiscono direttamente sulla fiducia nei propri mezzi e sull’iniziativa.

Su un piano più strettamente psicologico, lo sport ha effetti positivi su sicurezza e autostima, permette di scoprire e sperimentare le proprie forze, superare i naturali sentimenti d’inadeguatezza e d’inferiorità, ridurre fino ad annullare la distanza che separa dall'adulto, diventare più padrone dell’ambiente e progettare i traguardi adatti alle sue possibilità.

Altri effetti sono la regolarizzazione e l'armonizzazione delle risposte allo stress, che favoriscono un'emotività equilibrata e mitigano le conseguenze che possono procurare un momento di difficoltà scolastica e la constatazione di produrre sforzi insufficienti o inutili; un miglioramento della qualità del sonno, fattore essenziale per l'efficienza fisica; e infine la percezione di energia e salute, la risoluzione del livello di ansia di fronte a difficoltà dall’esito incerto, un miglior senso di autonomia e controllo del corpo e di appartenenza al gruppo che favoriscono la padronanza dell'ambiente e la socializzazione.

Vincenzo Prunelli

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