Atletica

Lo sport rende felici nonostante la fatica, le salite o le condizioni climatiche avverse, ma per ottenere qualcosa bisogna crederci, fidarsi e affidarsi, essere consapevoli di avere capacità e limiti, impegnarsi duramente, essere determinati, mettere in conto infortuni, avversari più forti, sconfitte e momenti bui.

E rialzarsi sempre e ripartire con pazienza, senza fretta, con modestia e umiltà, rispettando gli altri e apprezzando l'esperienza, che dà frutti importanti da portare a casa con serenità. Questo è lo sport che vogliamo. Si può fare tutto con cautela e attenzione, iniziando a piccoli passi lenti con minimi obiettivi, e poi ognuno prende la sua strada più o meno lunga o difficile. Tanti raccontano che lo sport rende felici e libera la mente da tensioni e problemi accumulati durante la giornata o nel corso di altre attività quotidiane meno piacevoli.

Sto approfondendo argomenti che hanno a che fare con la consapevolezza, la passione e la motivazione, il mettersi in moto, il costruire mete e obiettivi e realizzare sogni. Si sperimenta qualcosa che ha a che fare con la gioia di vivere intensamente, affrontare situazioni forti, superare crisi e problemi, e uscire dalle situazioni più disperate e difficili. Tutto ciò diventa una palestra di vita: si trasferisce tutto sulla quotidianità familiare e lavorativa, si affronta la vita con più sicurezza, con meno ansie e paure, e si riesce ad andare avanti con quello che c’è.

Si possono fare grandi cose e, se arriva un impedimento per qualsiasi motivo, bisogna essere resilienti e pronti al cambiamento, non abbattersi ma cambiare solamente gli obiettivi e rimodularli in base alle proprie condizioni fisiche attuali. Per ogni problema c’è almeno una soluzione, chiuso un portone se ne possono aprire tanti altri, comunque l’esperienza fatta fa parte del bagaglio culturale ed esperienziale dell’individuo e, nel futuro, serve a dare sempre una mano per andare avanti con pazienza, un passo alla volta, con consapevolezza e rispettando i propri limiti.

È risaputo e verificato che lo sport incrementa consapevolezza, sviluppa autoefficacia e consolida la fiducia in se stessi di poter far qualcosa e di riuscire. Inoltre, incrementa la resilienza, che fa affrontare e superare meglio i problemi, le crisi e le difficoltà. L’avvicinarsi a gare estreme diventa un investimento in termini di arricchimento personale, e incremento di consapevolezza, autoefficacia e resilienza. Bisogna, però, anche mettere in conto una buona preparazione fisica, mentale e nutrizionale, e anche aver cura di se stessi, del proprio corpo, della propria salute. E sapere che, per dedicarsi a un periodo di preparazione atletica, che in base agli obiettivi può richiedere sacrifici enormi, rinunce, spese, difficoltà, rischi, infortuni, ci vogliono convinzione, grinta, forza e determinazione, e che non tutti sono disposti a questi impegni.

Importante è decidere le priorità e gli obiettivi e impegnarsi per raggiungerli. Da soli è difficile perché, più sono alti l’obiettivo e le pretese, più lo sono l’impegno, il costo in soldi e l’investimento in tempo. Il talento non basta per raggiungere l’eccellenza, e l’impegno, la resilienza e l’autoefficacia per non arrendersi mai e raggiungere i propri obiettivi sono di rilevanza fondamentale. Gli atleti sperimentano sicurezza nel riuscire a portare a termine competizioni estenuanti, sentono di valere, di avere forza mentale, di saper prendere decisioni e di sentirsi leader. E l’aumento di autoefficacia nell’ambito sportivo, li fa sentire riconosciuti dagli altri e consci di possedere capacità insospettate.

È il mondo delle gare estreme, da sperimentare gradualmente e con attenzione, che fa diventare più pazienti. Come in tutte le cose, si corrono rischi e, quindi, si può osare e avvicinare il limite, ma bisogna non voler strafare.

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta

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